Detrazione Mutuo

Detrazione mutuo: in Italia, si possono detrarre gli interessi passivi di un mutuo destinato all’acquisto della abitazione principale, questo nella misura del 19% (all’art. 15 comma 1 lett. b) del TUIR.


Si possono detrarre anche i cosiddetti “oneri accessori” che comprendono le spese notarili, le spese di istruttoria della pratica ed eventuali commissioni dovute agli enti per mediazioni.

Novità detrazione mutuo: vediamo che cosa, secondo le ultime novità legislative, può essere scaricato dalla dichiarazione dei redditi: in primis, la salatissima imposta sul mutuo, la perizia bancaria (che, lo ricordiamo, è sempre a carico dell’acquirente, e si aggira sui 100 – 150 euro ), le spese sostenute per l’istruttoria bancaria, i costi dell’atto notarile e, ovviamente, le quote interessi delle rate.

Nel caso di mutui cointestati, ogni intestatario potrà detrarre dalle tasse la sua quota, tranne che nel caso di un mutuo cointestato a due coniugi di cui uno non percepisce reddito, dove (a partire dal 2001) il coniuge che lavora può scaricare integralmente le spese.

Nuovi importi massimi detraibili (a partire dal 2007): fino a 4000 euro l’anno nel caso di mutui per acquisto di immobile; fino a 2582,28 euro in caso di mutui per costruzione o ristrutturazione.


Quando si accende un mutuo, una delle cose da sapere è che l’Agenzia delle Entrate, con la circolare del 20 aprile 2005 n. 15/E, ha chiarito che i tassi di interesse pagati sul mutuo possono essere detratti dal conteggio dell’IRPEF da pagare, per un ammontare pari al 19% degli interessi passivi pagati sui mutui ipotecari che sono stipulati per poter acquistare una casa destinata ad abitazione principale.

Qualora l’ammontare del mutuo stipulato sia maggiore rispetto al valore dell’immobile, così come indicato dal rogito notarile fatto durante la compravendita dell’immobile stesso, allora l’importo di interessi detraibile è pari alla parte di mutuo corrispondente al valore dell’atto notarile stipulato.

Se, dunque, si stipula un mutuo per un importo di 150.000 euro e il valore della casa è di 130.000, allora la detrazione spesa esclusivamente per l’importo di 130.000 euro.

Per calcolare l’importo che è possibile portare in detrazione, si possono aggiungere al costo dell’immobile anche altri oneri ad esso aggiuntivi, come ad esempio i costi del notaio, i costi delle imposte pagate per il trasferimento di proprietà dell’immobile, nonché eventuali compensi di mediazione, come quelli relativi all’agenzia immobiliare.

In ogni caso, il limite massimo che è possibile detrarre dall’IRPEF è di 3.615,20 euro, ovvero 7 milioni di vecchie lire. A partire dal 2008 questo limite è stato aumentato ed arrotondato a 4.000 euro.